Quanto vale la vita…

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Questa immagine rappresenta il “valore della” vita di una persona.

Pochi grammi di piombo, altrettanti di una lega che rende l’ogiva inossidabile e più duttile da “lavorare”: sono le full metal jacket, usate già più di cento anni fa nella prima guerra mondiale. Le chiamavano le pallottole “buone” perché non si aprivano né rompevano dentro il corpo del nemico senza tener conto che, in guerra, meglio far feriti che morti perché un ferito ha bisogno di cure, altri soldati che lo trasportino, mentre un morto “costa” decisamente meno.

Ecco quanto vale la vita di una persona: 10 grammi di metallo dal costo di pochi centesimi.

Da sempre gli uomini si combattono: la guerra è “cosa” da uomini. Caino ha ucciso Abele ed oggi ancora in molte parti del mondo si muore (soprattutto tra i civili) a causa di proiettili dal valore di pochi centesimi, come se la guerra che tormenta molti uomini avesse bisogno di uscire, di manifestarsi con tutta la sua violenza, la forza distruttiva, come se il dolore trovasse un suo senso nell’abbracciarlo, la morte più “amica” se la si guarda in faccia ogni giorno.

Ci si sente davvero potenti con un’arma in mano, ci si sente quasi un dio a poter uccidere, i maschi sono da sempre affascinati dal potere delle armi, a cominciare dalle lance, archi ed oggi strumenti (come i droni) che permettono di uccidere anche da lontano, con un clic del mouse, quasi fosse un videogioco.

La lotta non è più di (tra) corpi in cui vince il più forte e l’avversario un uomo leale e degno di rispetto, onore. Oggi è tutto maledettamente così “sporco”, così poco “corretto” e leale, così poco “maschio”.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

15 pensieri riguardo “Quanto vale la vita…

  1. E mentre c’è chi muore per pochi centesimi addentrati nel proprio corpo, mentre c’è chi per vivere spezza o riduce in polvere altre vite, c’è chi la vita, a volte completamente a gratis, se la toglie per tutto ciò che la vita stessa gli ha creato.
    Due facce di un unica medaglia, il giusto non sta da nessuna parte, il giusto starebbe nel valore perso, nell’amore.
    Senza quest’ultimo possiamo dire addio a tutto.
    A tutto.

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  2. L’uomo, l’essere più intelligente del creato è in realtà uno stupido. Si fa la guerra per un pezzo di terra, uccide per gelosia, per imporre la propria volonta, per avere più potere. Ma se li uccide tutti e resta solo chi potrà mai comandare? La bestia più disumana che c’è butta soldi inutilmente per creare nuove armi. Forse con molto meno sfamerebbe le popolazioni più povere e non saremmo costretti a vergognarci di fronte a navi cariche di naufraghi che vengono respinte, o davanti a decisioni come quella di chiudere i porti.
    È proprio vero. L’uomo ha ancora tanto da imparare dagli altri animali.

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  3. Poi però il nemico bisogna “disumanizzarlo”, perché nel momento stesso in cui ci si rende conto che stai uccidendo una persona uguale a te, con gli stessi affetti e le stesse paure e speranze, diventa più difficile. Questa cosa del dolore è complessa, c’è un rapporto tra accettazione del proprio dolore e accettazione del dolore altrui, ma c’è anche, complementare, quel rapporto di cui parli tu tra il proprio dolore e un desiderio di infliggere quel dolore agli altri, un bisogno di trasformarlo in rabbia e a volte in autodistruzione. Amare la vita sembra una cosa banale, ma amarla fino in fondo è maledettamente difficile. Eppure, quando ci si arriva, la pienezza raggiunta compenserebbe di tutto il dolore…

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    1. Davvero attraente e seducente lo stringere fra le mani un’arma da fuoco, così potente e precisa.
      Così fredda, così calda.
      Il potere di essere arbitro inappellabile del destino altrui e tuo.
      Poche cose ti fanno sentire così tremendamente vivo oltre allo stringere tra le mani un bel revolver di grosso calibro.

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