Buongiorno, mi chiamo Massimiliano Sechi

 

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http://www.wittytv.it/tu-si-que-vales/massimiliano-sechi/

 

E’ un piccolo grande uomo, questo Massimiliano Sechi, che si presenta a “tu si qui vales” scardinando i paradigmi del valore, passando quindi dall’essere riconosciuti, apprezzati e ritenuti capaci perché si fa qualcosa all’esserlo perché si è qualcosa. Lui, che è apparentemente un “diversamente abile”; si chiede perché le persone vogliono essere simili gli uni agli altri; perché ci sono degli stereotipi relativamente al lavoro, e chi assumerebbe un ragazzo così?, ai rapporti affettivi, come fa una donna ad innamorarsi di un uomo così?.

Vivere, inseguire i propri sogni, decidere di essere felici nonostante tutto è il grande insegnamento di quest’uomo, Massimiliano infatti dice: “nonostante la mia condizione fisica riesco ad essere indipendente”, sono in grado di lavorare, riesco ad amare ed essere amato.

 

Spesso le persone sono convinte che per essere indipendenti, felici o innamorate devono avere (accadere) delle premesse. Ah, se avessi un buon lavoro con un ottimo stipendio, allora sì sarei felice… e se i miei figli fossero diversi allora sì che sarei un padre felice, e se mia moglie fosse più… o meno… allora sì che sarei davvero soddisfatto del mio rapporto.

Forse la grande sfida è proprio questo “nonostante”, decidere di essere fieri di nostro figlio nonostante non sia il primo della classe o uno sportivo di razza, decidere di amare un’altra persona nonostante non corrisponda esattamente all’ideale di partner che abbiamo in testa, decidere che la vita è stata generosa con noi nonostante non abbiamo la tartaruga in pancia o il viso di Raul Bova.

 

Dice Massimiliano: “Non è tanto importante quello che ci succede nella vita ma quello che noi decidiamo di fare di quello che la vita ci pone davanti. … senza avere più scuse”.

 

 

E questo è davvero un grande Uomo…

Le unioni civili omosessuali

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Tra qualche anno le unioni civili omosessuali saranno un evento “normale”

Le unioni civili omosessuali sono una realtà che sta diventando sempre più concreta e comune. Se ne (s)parla molto in questi ultimi mesi, questo tema ha diviso l’opinione pubblica come sempre accade per i cambiamenti in ambito sociale, morale, di diritti.

Tra qualche anno le unioni civili omosessuali saranno un evento “normale”, sarà inevitabile essere invitati al “matrimonio” di due amici o amiche che si amano, saranno eventi quotidiani come ci sembra oggi normale il divorzio (da poco anche breve), l’interruzione volontaria di una gravidanza e tutte le conquiste sociali legati ai diritti fondamentale sanciti dalla carta dei diritti fondamentali scritta nel 1948, dove all’art. 1 leggiamo che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” e al secondo che “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica…”

Ci sono diverse teorie che cercano di spiegare perché le persone nascono o diventano omosessuali, ma probabilmente questo in fondo non ha più importanza, l’omosessualità non è una malattia né una “devianza” bensì una condizione personale di vivere la propria sfera affettiva; gli omosessuali non sono uomini di “serie b” o “diversi” e la mascolinità non è certo prerogativa degli eterosessuali ma si manifesta con modalità ed atteggiamenti “trasversali”, come nel lottare per valori che si ritengono fondamentali, nel prendersi cura di…, nella capacità di dare e ricevere amore, tutti aspetti che vanno ben al di là delle preferenze sessuali. L’ostentazione di una mascolinità fatta di muscoli e potere, conquiste sessuali e dominio sono l’evidente espressione di una difficoltà nel vivere il proprio ed autentico maschile, che non ha bisogno di “mostrarsi” per dire al mondo che esiste…

La storia ci insegna che vi sono innumerevoli omosessuali coraggiosi e guerrieri, come Harvey Milk oppure Alan Turing, artisti come Michelangelo, e poi Lorenzo il magnifico, Papi e poi…

Quando gli uomini e le donne non saranno più etichettati per le loro preferenze sessuali e divisi in omo oppure etero ma considerati persone, l’umanità avrà fatto un importante scelta di uguaglianza.

 

Anche questa consapevolezza fa di un uomo un Uomo…

 

Cavaliere Bianco, Cavaliere Nero …

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Esistono essenzialmente due grandi forze che convivono in ogni maschio: il cavaliere bianco che è la parte più gentile e “politicamente corretta”, quello che nelle fiabe viene rappresentato dal principe azzurro, ed in contraddizione il cavaliere nero, la parte più istintiva, naturale (legata alla natura) ed antica del maschio.

La società occidentale predilige il cavaliere bianco, un uomo che non deve ascoltare i propri istinti, che ripudia la guerra e la violenza, che si esprime con un linguaggio forbito, sempre ben vestito, profumato, corretto.

Il cavaliere nero, che in realtà ha un fascino irresistibile per il mondo del femminile, viene purtroppo negato, sia dagli uomini stessi (che non percepiscono accolto questo aspetto) che dal mondo del femminile. Sappiamo bene che tutto ciò che si nasconde diventa in realtà sempre più potente fino a travolgere in modo spesso distruttivo i maschi stessi e le persone che stanno loro accanto.

È davvero necessario riconciliarci con la nostra parte oscura, con il desiderio di solitudine, di natura, di morte e distruzione altrimenti tutto questo rischia di esploderci dentro… Trovare quindi tempo e spazio per stare con la nostra solitudine, per vivere il selvaggio che è in noi nella natura selvaggia è lo spazio ideale che possiamo offrire al nostro cavaliere nero, che diventa quindi energia vitale, amico prezioso, compagno di cammino.

 

Anche questo fa di un uomo un Uomo…

 

L’archetipo del guerriero

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Fabio Pisacane ha lottato per vincere la malattia che gli era stata diagnosticata da bambino (sindrome di Guillain-Barré) che determina una paralisi progressiva. Fabio ama il calcio ed è arrivato a giocare nel Cagliari, esordendo in serie A a 30 anni e riuscendo a realizzare il suo sogno; domenica scorsa al termine della partita ha manifestato con un pianto liberatorio la gioia e la soddisfazione per il risultato raggiunto.

Fabio, “casualmente”, porta lo stesso cognome del più celebre patriota e rivoluzionario Carlo che partecipò alla prima guerra di indipendenza e morì perseguendo i propri ideali, di un’Italia unita, e repubblicana.

A Fabio 5 anni fa, mentre giocava nel Lumezzane, vennero offerti 50.000 euro per far vincere gli avversari. Rifiutò e denunciò il fatto; sarebbe stato facile intascare i soldi e giocare male per novanta minuti, forse nessuno se ne sarebbe accorto, capita a tutti una giornata storta…

L’archetipo dell’uomo guerriero è forse quello più lontano e “zittito” dai maschi di oggi, che spesso fanno prevalere l’opportunista o il “re di denari” così distanti dal maschio che lotta per valori ed ideali che persegue, dall’uomo che da solo affronta le proprie paure, le difficoltà dell’esistenza, la fatica del vivere.

Possiamo solo immaginare le fatiche di Fabio nel far muovere i propri arti, nell’allenarsi con molta più fatica rispetto ai compagni, nel desiderio di non mollare, nei momenti di profondo sconforto… diceva Confucio che “La nostra forza più grande non sta nel non cadere mai, ma nel risollevarci sempre dopo una caduta”

L’uomo-bambino, in antitesi con il Guerriero, vuole invece tutto e subito, non sa aspettare né lottare, ma pensa solo a sé e desidera che il mondo “giri” attorno ai suoi bisogni, ai suoi desideri.

 

Io” è la parola che ripete più spesso.

 

Grazie per la tua testimonianza Fabio…. Questo è un Uomo.

 

 

 

 

Questo è un uomo al Puk di Castelfranco Veneto

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Sarà il Puk di Castelfranco Veneto (Tv) la prossima tappa di “Questo è un uomo” il libro di Mauro Cason, un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un
cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza.
Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro
ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito.
Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per capire ciò che siamo oggi ed
essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società
femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato.

Come si dice “Troia” al maschile?

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La vicenda di Tiziana Cantone, suicida per il profondo disagio rispetto alla divulgazione sul web di un video hard girato in un momento di gioiosa complicità con il partner ci riporta ad un aspetto importante: è di fondamentale importanza che gli uomini che condividono con le loro partner momenti di intimità siano in grado di trat(tenere) all’interno della coppia il “sacro spazio del noi” dove tutto è possibile se fa star bene entrambi. Divulgare è, in qualche modo tradire questa dimensione di complicità.

Possiamo uscire dalla schizofrenia di desiderare donne sessualmente libere per poi svalutarle, denigrarle e fuggire da loro. Una coppia sessualmente disinibita gioisce nel vivere l’ambito sessuale senza inibizioni, in una danza di dare e prendere piacere fisico e dell’anima.

È una dimensione solitamente esclusiva, in cui le persone esprimono i propri desideri e trovano risposte da un partner che li capisce ed ama l’armonia dei corpi, il suo e quello dell’altro. È prezioso tutto questo, non “tradiamolo” con la parola “troia” (ma perché non esiste il corrispondente maschile?).

Questo è un uomo

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É il titolo del nuovo libro di Mauro Cason, un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza.

Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito.

Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per capire ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato.

LE PAROLE DELL’AUTORE

Il libro nasce dalla profonda consapevolezza che essere maschi oggi è complicato: gli uomini del nuovo millennio, infatti, sono chiamati a ricoprire nuovi ruoli in famiglia, nel lavoro e con se stessi; non sono preparati, nessuno ha insegnato loro come “muoversi” in una società profondamente cambiata nelle dinamiche del maschile, anche verso il mondo femminile.

Questo è un uomo è rivolto banalmente agli uomini, al giorno d’oggi esistono molti ed autorevoli testi che parlano della differenza tra uomini e donne, questo libro invece parte e resta nella prospettiva del maschile, analizzando gli elementi che caratterizzano un maschio, con l’obiettivo di capirsi e quindi trovare un ben-essere innanzitutto con se stesso; un uomo quindi dovrebbe leggerlo per conoscersi, accettarsi e liberarsi della sensazione di sentirsi inadeguato ad una società che richiede altissime prestazioni inibendo il “guerriero”, l’uomo naturale, istintivo e primitivo per favorire il maschio “dalle buone maniere”, in una società profondamente femminilizzata con cui il maschio è concentrato solo sul sé e non riesce a vedere… neppure se stesso.

Non voglio che le donne si sentano escluse dalla lettura, sono consapevole che molte lo leggeranno; per loro sarà un’occasione per conoscere e capire gli uomini con cui si relazionano, con cui convivono ed i figli maschi che educano.

L’opera narra della storia di un adolescente, Mirco, che una mattina d’estate incontra casualmente un vecchio pescatore; un incontro che gli cambierà la vita, sarà per il ragazzo un “raccogliere il testimone” una sorta di rito scaramantico che lo proietta definitivamente nell’universo maschile, un mondo da cui è profondamente attratto ma che lo impaurisce. Il testo quindi affronta tutti quei temi che fanno di un maschio un Uomo, sono pagine che lasciano indubbiamente un segno, che danno voce e dignità ad un “sentire” che spesso fatica ad essere conosciuto e riconosciuto.