Helper

Ci sono persone (definite “helper”) molto ben disposte ad aiutare gli altri, a donarsi, uomini e donne che investono molto del proprio tempo in associazioni di volontariato o parrocchie, in relazioni affettive disfunzionali dove si sentono protagoniste, riconosciute, gratificate nel ruolo che si sentono “cucito addosso”, vi troviamo anche madri (raramente padri) completamente devote a mariti o figli. Helper possono essere anche i “professionisti” dell’aiuto, come assistenti sociali, oss, insegnanti, medici, psicologi, sacerdoti…

Il rischio di un helper è di attivarsi in modalità “buon samaritano” (o crocerossina), di donarsi fino al punto di non aver più nulla da dare, fino a sentirsi svuotato e triste oppure arrabbiato, perché l’amore che doni non torna (mai!) come vorresti.

Ci sono uomini e donne che hanno il desiderio di “riparare” gli altri nella speranza che, una volta “redente”, queste persone siano in grado di ricambiare l’amore ricevuto, di restituire gratuitamente e senza condizioni i sorrisi, il tempo, l’ascolto, un abbraccio, la tenerezza di un sorriso… di amarli di un amore inesauribile.

A volte doniamo amore perché ne siamo profondamente bisognosi, talvolta diventiamo helper nella speranza che qualcuno ci salvi, ci ami, sperando o pretendendo che questo accada.

Questa “fame d’amore”, di riconoscimento è un pozzo senza fine ed attiva dei meccanismi che conducono inevitabilmente al fallimento relazionale: nessun helper può soddisfare questa insaziabile “fame”.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

5 pensieri riguardo “Helper

  1. Interessante. Forse i ‘veri’ helper sono quelli che aiutano per il fine di aiutare; forse quelli di cui parli nel tuo post sono persone bisognose di aiuto alla pari di chi aiutano? Faccio questa considerazione da profana: mai sentito parlare degli helper. Però mi viene da fare questa riflessione. 😅😊

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    1. Possiamo distinguere un aiuto “sano” ed autenticamente “donativo” che è un modo di vivere la gratitudine dell’esistere. Gli helper si sentono bene solo quando fanno qualcosa per gli altri, quando si sentono utili, una vita “al servizio di…” che rende spesso infelici e la sensazione che la vita abbia senso soltanto se donata e non se vissuta…

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  2. Secondo me a prescindere dall’essere helper o meno, cercare l’amore non aiuta a riceverlo, perché non è qualcosa che si può chiedere o fare in modo di avere, non sempre almeno. Però forse essere helper in maniera equilibrata può aiutare ad amare se stessi un po’ di più

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