Millanta padri e madri

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Arriva il tempo in cui ti rendi conto che la tua identità è un immenso puzzle di incontri e momenti, che il tuo continuo divenire riflette le mille persone che hai incontrato e che hanno lasciato qualcosa di sé addosso a te. E mille padri hai guardato negli occhi e tenuto per mano e di mille madri hai cercato le carezze, in moltissimi rifugi ti sei nascosto, luoghi sicuri che hai desiderato, a volte non trovando nient’altro che la tua nuda solitudine.

Frammenti di persone che ci hanno amato ci caratterizzano, percepiamo la loro silenziosa presenza nelle pieghe delle nostre rughe, nei pensieri che ci rincorrono, nei gesti ripetitivi e rassicuranti che scandiscono il ritmo del tempo che ci attraversa… siamo come fiori che solo apparentemente sembrano uguali.

Diventiamo così complessi ed irripetibili, sassi lanciati nel tempo, uomini e donne fragili ed incerti, senza a volte sapere che strada percorrere, ché le indicazioni sono spesso scarse ed a volte sbagliate, in questa vita che ci è arrivata… in questo viaggio di cui conosciamo solo la meta, ma non il percorso.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

3 pensieri riguardo “Millanta padri e madri

  1. E’ bella questa immagine dei mille padri e madri… molto vero, a volte poi dobbiamo diventare i “genitori di noi stessi”, specialmente quando i nostri ci hanno lasciato ferite e cocci da tentare di riaggiustare. Ma in questo comunque siamo aiutati da tante persone che ci danno rifugio “affettivo”. Penso a mio suocero, uomo di pochi sentimentalismi ma di grande umanita’, e ad altre persone che piu’ o meno consapevolmente mi hanno accompagnata in questo percorso, che dopotutto e’ affascinante proprio perche’ non si conosce 🙂
    Un saluto
    Alexandra

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