Se io avessi previsto tutto questo…

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Capita a volte di incontrare qualche ex studente. Mi chiedevo spesso che vita avrebbero fatto una volta lasciati i banchi di scuola; li ritrovo quasi sempre per caso, dietro al bancone di un bar, alla cassa di un supermercato, nelle aziende del territorio.

È bello ritrovarli grandi, mi sembrano felici ed è pressoché automatico che mi raccontino del loro vissuto negli ultimi anni delle superiori, quando facevo lezione con loro.

Tutti mi confessano con un filo di malinconia che sarebbe stato preferibile studiare di più, impegnarsi nello studio senza cercare di superare interrogazioni e verifiche con i mille trucchi che gli studenti sanno inventare: in questo superano davvero l’eccellenza.

Spesso gli insegnanti non sono in grado di trasmettere il piacere delle conoscenza, della curiosità, del voler capire: basterebbe questo per dare agli studenti più del necessario per affrontare la vita.

Ah, se avessi saputo, previsto… ma come sempre accade ci si rende conto dopo, forse tardi che era meglio se quella volta…

Ciascuno di noi ha le sue sliding door, quelle situazioni che hanno cambiato il corso della vita: pillola blu o pillola rossa… situazioni in cui torniamo anche solo con la mente, spesso a chiederci cosa sarebbe successo se…

Bisognerebbe poter vivere due o forse più vite, o riavvolgere il nastro del tempo, per un abbraccio che non siamo riusciti a dare, per un “ti voglio bene” rimasto come nodo in gola, per un bacio sincero ed autentico, per dire che sì, quella persona è stata davvero importante, che desideriamo stringerle le mani e dire, ancora una volta: grazie!

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

9 pensieri riguardo “Se io avessi previsto tutto questo…

  1. A me non piacerebbe sapere come sarebbe andata a finire se avessi scelto una cosa rispetto all’altra, forse perché, come nel film Sliding doors, a scelte diverse il finale è lo stesso. Ho un’amica che insegna diritto alle superiori e mi racconta degli aneddoti che mi lasciano a bocca aperta. Gli studenti hanno una fantasia fuori dal comune 😬

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    1. Già, è bella la fantasia dei ragazzi. Peccato che spesso, diventando grandi perdono la capacità di vedere cose e situazioni da punti di vista differenti.

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  2. Sono insegnante anche io e condivido in pieno quello che hai scritto! Purtroppo è impossibile trasmettere l’amore per lo studio a tutti e a volte è un po’ triste guardarli sprecare la loro vita e sapere che arriverà il giorno in cui si pentiranno, ma tu non puoi farci niente. Va beh, fare i prof è anche questo!

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  3. Io ad oggi mi chiedo che fine abbiano fatto le mie Professoresse, quelle donne ancora piene di passione che mi hanno fatto studiare, lottare per una sufficienza, appassionare all’Iliade, ai poemi epici, alla Divina Commedia e, in qualche modo, anche ai verbi greci. Vorrei chiacchierare con loro in un rapporto alla pari e non con un banco di scuola che ci separa e sapere che tipo di donne sono nella vita vera, aldilà del loro ruolo di professoresse. Ma le tre donne di cui parlo sono andate tutte in pensione, non saprei dove rintracciarle, e avrei anche paura di farlo, per non essere riconosciuta.

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  4. La scuola e gli anni relativi.. Che dire!? Per alcuni l’immaturità è una parte importante di quegli anni. L’insicurezza, il capire chi sei e cosa vuoi fare, il trovarti imprigionato tra pagine di cose che devi studiare e non capisci perché. Per quanto mi riguarda ero una di quelle studentesse disastrose, mi rimaneva dentro solo ciò che mi piaceva veramente, il resto dimenticato in un giorno. Sono stati pochi gli insegnanti che mi hanno appassionato, ma quei pochi li conservo nel cuore come un tesoro. Tutto fa parte della crescita: provare, scontrarsi, gioire, piangere. Penso che alla fine, volendolo veramente e senza cadere in un vuoto vittimismo, si possa trovare la propria strada, fare ciò che piace. Io ne sono una testimone vivente. Impegnarsi e crescere, attraverso le esperienze positive e negative. E ora, che studio solamente ciò che amo, la ruota gira. E studio la storia, le tabelline, l’analisi grammaticale con mio figlio…

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