Donne che corrono con i lupi

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Il femminile ha, per molti maschi, un richiamo potente. C’è una forza primordiale, un istinto profondo ed autentico che spinge i maschi verso la galassia del femminile che grazie alla misteriosa forza di gravità attrae e (trat)tiene a sé gli uomini.

È un’essenza che racchiude in sé molteplici archetipi ed identità: il femminile si muove, cambia ed in qualche modo sfugge, come vento impetuoso ti travolge e permette di alzarti in volo ma non lo puoi prendere, né tantomeno racchiudere, perché nel momento in cui lo catturi in una stanza smette di esistere, di essere forza vitale.

Una donna ti avvolge, sostiene, carezza, scompiglia e tu la senti attorno e dentro te solo quando chiudi gli occhi e smetti di guardarla, di cercare di trattenerla.

La seduzione femminile ha un potere irresistibile per i maschi: Ulisse ha voluto sperimentarla, sentire il dolce e provocante richiamo delle sirene facendosi legare all’albero maestro della sua imbarcazione, consapevole che altrimenti sarebbe corso tra le braccia di quelle donne che promettevano sensualità e piacere.

Molti uomini desiderano e cercano una (o più) donne che vivano la sessualità con naturalezza, intensamente, senza inibizioni. Le donne sessualmente libere e disinibite suscitano nei maschi attrazione e paura, come quando ti lanci con un paracadute e decidi di fidarti della forza gravitazionale, del paracadute e della resistenza dell’aria. Vuoi “buttarti” ma hai paura, perché una volta sperimentato questa dimensione non si può più tornare indietro. La donna disinibita nell’animo e nelle emozioni non si fa condurre ma spesso ti conduce, ti fa perdere i punti di riferimento e le tue certezze e tu puoi solo farti vivere e danzare con lei.

Queste donne si svelano agli uomini che non hanno paura di incontrarle, nell’anima prima che nel corpo perché è soprattutto un incontro di essenze, che si esprimono (anche) con il corpo ma che comunicano e fondono perché appartengono alla natura.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

17 pensieri riguardo “Donne che corrono con i lupi

  1. bella questa visione aulica, direi razionalmente romantica, personalmente credo le donne siano un bellissimo quadro interpretabile in modi diversi. Ognuno di noi, maschio o femmina, tende a contestualizzare il proprio comportamento, ciò significa che una donna potrebbe essere aggressiva con alcuni uomini e remissiva con altri. A dirla tutta non ho mai creduto ai play boy così come non ho mai creduto alla favoletta: “è la donna che sceglie”, “è la donna che seduce”, luoghi comuni che appartengono al cavalierato vintage. Ho una certa età e nella mia vita ho avuto la fortuna di girare il mondo, ho incontrato donne forti e donne fragili, forse se cercassimo tutti di essere semplicemente ciò che siamo, scrollandoci di dosso etichette e cliché… il mondo sarebbe migliore. Dario Bernazza, nel suo libro più celebre, accende un faro su quella che è certamente una delle verità più ignorate, cioè che non esistono rapporti alla pari, o si domina o si è dominati, a prescindere dal sesso.

    scusa se sono stato prolisso.

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    1. Grazie per il tuo contributo tads, è positivo si allontanarsi da cliché e stereotipi. Possiamo iniziare noi, maschi a guardare senza giudizi e dare la possibilità alle donne di manifestarsi nelle loro molteplici possibili manifestazioni. Ciao

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      1. gli uomini che rispettano veramente le donne interagiscono con loro alla pari, mantenendo orizzontale lo sguardo e senza colare melassa né accondiscendenza, tanto meno palesando viscido servilismo.

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  2. “gli uomini che rispettano veramente le donne interagiscono con loro alla pari, mantenendo orizzontale lo sguardo e senza colare melassa né accondiscendenza, tanto meno palesando viscido servilismo” parole sagge, ben formulate e giuste, ma coloro che non fanno così perdono il titolo di uomini e diventano zerbini 😉

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    1. credo sia il contrario, sono gli asserviti che si azzerbinano, quelli che sbarellano di fronte a uno stacco di coscia o uno spicchio di mammella, quelli che sul web sbavano di fronte a ogni nick femminile. Se tieni lo sguardo orizzontale e non coli melassa… nessuna donna ti considererà mai uno zerbino.

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      1. assolutamente no, e non chieda mai scusa con uno zerbino 😉 in ogni caso esprime perfettamente un fenomeno comune. Per inciso devo dire che i due occhi intensi del suo profilo sprigionano tutt’altro che vecchiaia,così come i suoi commenti

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