Dite a mia madre che non tornerò (Sally – De Andrè)

bosco

 

Mia madre mi disse: -“non devi giocare con gli zingari nel bosco!”-
Ma il bosco era scuro, l’erba già verde, lì venne Sally con un tamburello… dite a mia madre che non tornerò.

Il tema del legame materno è fondamentale nella struttura identitaria di un maschio.
La madre è attrazione (complesso edipico), rifugio, amore incondizionato, legame potente: nessuna donna amerà un uomo come la propria madre.
Spesso questo legame vincola, impedisce ai maschi di esplorare il “bosco” come metafora di un mondo in penombra, pieno di fascino e pericoli, di “Sally”, donne che profumano di terra e selvatico, irresistibili e libere.
È la figura paterna che ha il compito di strappare il figlio maschio dalle braccia rassicuranti della madre e di condurlo nel bosco, a scoprire sé stesso, la parte oscura di sé e del femminile, ed è proprio perché il (ragazzo) maschio è stabile, consapevole della propria (auto)efficacia che può uscire di casa e trovare il coraggio di incontrare il suo lato oscuro, il buio inquietante che precede l’alba.
Solo in quel momento e grazie al passaggio fondamentale (rito iniziatico) in cui diventa Uomo il ragazzo è in grado di gridare alla madre: non tornerò!
… Percorrerò la mia strada e andrò lontano madre, grato che mi hai permesso di allontanarmi da te e riconoscente a mio padre che mi ha accompagnato fino al limitare del bosco…

…dite a mia madre che non tornerò!

 

M.C.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

7 pensieri riguardo “Dite a mia madre che non tornerò (Sally – De Andrè)

  1. In generale i padri non sono valorizzati ed apprezzati tanto quanto le madri. Penso sia necessario equilibrare le forze in questo senso, anche per avere famiglie più serene e solide.

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    1. Sono due aspetti (maternità e paternità) necessari e complementari. Noi padri siamo chiamati a esercitare il nostro ruolo di educatori, senza delegare. I bambini hanno bisogno di adulti strutturati che li amino.

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  2. Questo post è davvero molto interessante Carlo. Prima di tutto per le -associazioni e i rimandi poetici -, poi per la sensibilità con cui riesci a parlarne, in quanto uomo, non è affatto una cosa scontata. Apprezzo e condivido il tuo punto di vista e sono contento di aver incrociato la strada del tuo blog. Ti posto qui di seguito un link al mio ultimo post, un invito alle olibriadi, qualora ti interessasse prendervi parte 🙂 buona giornata.
    Benedetto.

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