Metoo vs ihave

metoo ihave

La campagna #metoo contro le molestie sessuali è da qualche settimana divenuta virale: uno “slogan” che ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone rispetto ad una coltura della molestia che si concretizza con gesti e parole (a volte neppure esplicite) che fanno sentire le donne considerate per il fatto di essere sessuate, per essere “figa” e non persone.

Purtroppo l’hashtag #ihave non ha avuto lo stesso coinvolgimento da parte dei maschi, il che ci fa capire che la cultura della molestia è ancora dura a morire …

#ihave ha l’obiettivo di uscire allo scoperto, di manifestare la consapevolezza che quel giorno… sì, lo abbiamo fatto, lo abbiamo detto:

Come quella volta che:

  • abbiamo “inavvertitamente” allungato la mano per sentire la consistenza del suo culo, tanto tra tutta quella gente come faceva ad essere sicura che siamo stati noi?
  • abbiamo guardato le tette invece che gli occhi;
  • abbiamo fatto a gara a chi se la sarebbe portato a letto;
  • abbiamo criticato il peso, l’altezza, il taglio di capelli, le sue origini;
  • abbiamo pagato una prostituta perché “è così che funziona”;
  • abbiamo preteso un rapporto da nostra moglie perché ce lo deve;
  • abbiamo “apprezzato pesantemente” un abbigliamento ritenendolo una richiesta esplicita di un rapporto sessuale convinti che se lei ha la mini significa che desidera sicuramente andare a letto con qualcuno (sperando di essere il fortunato);
  • abbiamo approfittato della situazione di bisogno di una donna per farla sentire inferiore, debole, incapace di dire di no alle nostre proposte (sessuali)
  • abbiamo giudicato puttana una donna solo perché ha rifiutato le nostre avances;
  • abbiamo…

Alziamoci in piedi, ora! e diciamolo chiaramente che lo abbiamo fatto, che il passato non si può cambiare ma che adesso abbiamo capito, che i nostri sguardi possono ferire, le parole mortificare, il nostro atteggiamento causare dolore.

Basta trovare il coraggio di dire noi per primi no!, di non mettere una donna nella condizione di svincolarsi da noi, di rifiutare le nostre assurde ed inopportune avances, di obbligarla a cambiare strada, a chiudere in tutta fretta il portoncino di casa, a pensare costantemente a vie di fuga, ad essere sempre in situazione di pre-allarme per capire se ci sono situazioni di pericolo.

Siamo noi maschi, ora, a dire no!

#gli uomini cambiano

M.C.

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

8 pensieri riguardo “Metoo vs ihave

  1. Mauro, se ogni persona avesse un equilibrio tra maschile e femminile come te, il mondo sarebbe splendido. Perché tu sei l’esempio di uomo in equilibrio. E ciò in cui credo, ciò per cui opero attraverso la tenda della Luna Rossa, indirizzata principalmente a donne perché è da là che voglio iniziare. Ma i tuoi scritti si completano con la mia opera, operando sul lato femminile dell’uomo. Bellissimo.

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    1. Grazie Adriana, il maschile va riscoperto e ripensato soprattutto da noi uomini, è un percorso difficile ed in salita (ho scritto un libro al riguardo) ma siamo in grado di partire. Ci sono molti maschi in cammino, per co-costruire un modo più autentico e coerente di vivere la propria mascolinità.

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  2. ritengo che anche una donna possa guardare il pacco di un uomo o i suoi bicipiti prima degli occhi, e ritengo che anche una donna possa voer “portare a letto” un uomo che la attizza e magari parlarne con le amiche, se quell’uomo ci sta a essere portato a letto, non c’è nulla di male. Non c’è nulla di male a essere attratti dalla bellezza fisica di una donna o di un uomo e guardare quel corpo stupendo (anche le donne guardano gli uomini), certo si può guardare senza sbavare, e guardare non è fissare insistentemente chi non vuole essere guardato. La differenza fra avance e molestie è chiara, se ti metto una mano sulla coscia e tu gradisci è avance gradita, se non gradisci e la tolgo subito è avance sgradita, se non gradisci e io insisto in quel caso è molestia. Se un avance è assurda o inopportuna non si può sapere prima di farla, e può essere anche una donna a fare un avance a un uomo ma bisogna smettere subito se non è gradita a chi la riceve. Quanto alle parole, ci sono parole che si possono dire solo alle persone con cui c’è intimità

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  3. poi ci sono donne fighe e uomini fughi e ci sono dei contesti in cui questo ha valore, se dico “sei figa” alla mia amante in un contesto di intimità è ok, se lo dico a una sconosciuta per strada è molestia

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