Prendersi cura

Il “caregiver” è uno strumento essenziale per la sopravvivenza umana; alcune specie animali si prendono cura dei figli per il tempo strettamente necessario allo svezzamento, altre per tutta la vita.
Il genere umano ha differenti modalità, in alcune popolazioni i bambini diventano adulti in fretta, mentre nella cultura occidentale si arriva piuttosto velocemente all’adolescenza e poi si fa davvero fatica ad uscirne.
Recenti sondaggi evidenziano come la società occidentale sta vivendo una sorta di “difficoltà” rispetto all’accettare di prendersi cura dei bambini, alla destabilizzazione personale e di coppia che, inevitabilmente, i figli causano.
Possiamo dircelo, i figli sono straordinari, ma ti cambiano la vita: gli spazi per sé diventano minimi, se non nulli, la relazione di coppia cambia ed il tempo prima dedicato a “noi” diventa (troppo?) poco e questo destabilizza perché ci chiede di entrare (e rimanere) nella dimensione del “dare” più che in quella di ricevere.
Vorremmo che i bimbi stessero buoni, che non disturbassero al ristorante oppure mentre ci guardiamo la partita o la nostra serie tv preferita, ecco che tablet, console portatili sono un “valido” e semplice aiuto per farli stare “tranquilli”, per ritagliare del tempo per rimanere finalmente in pace.
I bimbi sono affascinati, catturati dallo schermo che li fa entrare in una dimensione di immagini, filmati e suoni che sono molto più accattivanti del mondo reale anche se per loro reale e virtuale non hanno confini ed in fondo, per le nuove generazioni virtuale è parte integrante del reale… oramai noi non abbiamo la rete, ma siamo la rete.
I nostri figli hanno nostalgia di noi, di passeggiate all’aria aperta e del tempo trascorso a fare i loro giochi, ad immedesimarci in situazioni ed ambientazioni in cui la loro immaginazione corre e si allena, esplora.
Un giorno ci saranno grati per le energie che abbiamo speso (investito?) con loro, per aver permesso loro di correre liberi sui prati di erba fresca, per aver spiegato loro il miracolo di un arcobaleno ed il segreto di un abbraccio intenso, per aver fatto le capriole e mangiato ciliegie arrampicandoci su un albero.
Tablet e console che non sono da eliminare, l’importante è che abbiano un tempo e spazio limitato.
Sono le persone e la natura lo spettacolo più affascinante… e non si paga il biglietto!

 

M.C.dalmondo22

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

Una opinione su "Prendersi cura"

  1. Parole sacrosante! Assolutamente condivido il tuo articolo su facebook, nella speranza che qualche anima prenda consapevolezza per una maggiore attenzione verso l’educazione, l’arte, il tempo, l’amore da passare con i figli. CHe, peraltro, crescono molto velocemente. Buona giornata!

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