Servizio in camera

Gli ultimi decenni hanno conosciuto una notevole evoluzione rispetto alla liberazione sessuale femminile.

C’è sicuramente molta strada da fare, eppure luoghi comuni si stanno lentamente sfaldando, leggi tutelano le donne nel lavoro ed in famiglia, la società si fa sempre più attenta al rispetto delle donne ed alle violenze che sono un complesso “sistema”, un “modus relazionandi” che si manifesta con episodi differenti a che trae origine da convinzioni maschili radicate.

La sessualità femminile, un tempo al servizio di quella maschile, sta conoscendo un cammino (faticoso) di autonomia in cui le donne non sono più passive ma bensì protagoniste di desideri che si stanno svincolando dal matrimonio, dalla procreazione, da un rapporto soltanto eterosessuale, da una prospettiva prettamente maschile.

Eppure, esistono ancora notevoli “sacche di resistenza” in cui uomini e donne sono ingabbiati in cliché che sono davvero duri a morire, donne che si concedono al partner per un senso di dovere, perché lui lo chiede, perché dopo è meno nervoso, perché… senza ascoltare minimamente il proprio desiderio, senza il coraggio di dire “no (amore ciccino vigliacco) stasera non mi va”.

Certo, chiedere è normale e pure bello, ma è necessario che gli uomini siano in grado di creare un minimo di atmosfera per favorire un incontro di anime prima che di corpi, che ci sia un atteggiamento di ascolto ed accoglienza da parte di entrambi, che non ha più bisogno di “si” e neppure di “no”, tanto lo senti quando lei ti desidera.

La realtà spesso è differente, e troviamo uomini che utilizzano “richieste sessuali codificate” che sono lontane anni luce dal linguaggio femminile. Renzo, ad esempio, usa alcuni colpi di tosse per far capire alla moglie che la aspetta nel letto; Oscar invece si fa trovare senza pigiama, per non Parlare di Franco, che sbatte la sedia sul pavimento della camera in modo che la moglie  che si sta comodamente guardando la tv in cucina capisca e salga al piano di sopra per …

Sono modalità che possono far sorridere ma che evidenziano una prospettiva di sessualità “on demand” rispetto al desiderio maschile.

Possiamo affrontare e sconfiggere queste modalità disfunzionali se uomini e donne accettano i “no” ed i “si” come un sano dialogo di coppia, un cui il desiderio viene coltivato, ascoltato, atteso ed ogni incontro è voluto da entrambi come un appuntamento speciale di essenze e corpi, emozioni e sensazioni, odori, sussurri e sguardi… quando due persone non fanno l’amore ma sono Amore.

M.C.Violenza-sulle-donne-1

Pubblicato da wolf into the wild

"Questo è un uomo" è un libro che è un viaggio dentro l’autenticità dell’essere maschio, un cammino in cui la meta è, in qualche modo, il punto di partenza. Un percorso per ritrovare il guerriero, il saggio, il poeta e l’amante che vive inesorabilmente dentro ogni uomo ma che negli ultimi decenni abbiamo smarrito. Comprendere, accettare, ripartire dagli archetipi più profondi e radicati per comprendere ciò che siamo oggi ed essere consapevoli della nostra essenza, così distante rispetto alle aspettative di una società femminilizzata, in cui (ri)trovare identità e senso al proprio essere Uomo diventa davvero complicato. Buon cammino.

3 pensieri riguardo “Servizio in camera

  1. Mi sembra molto animalesca questa idea del “richiamo”, sia esso una sedia sbattuta a terra o un colpo di tosse (personaggi molto ben caratterizzati, complimenti). Il punto, oltre i si e i no, è appunto il dialogo. Che presuppone una parità di piani. La prima cosa da conquistare è e un dialogo vero col proprio partner

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  2. “Se continui a dire di no mi “faccio l’amante”… Frase meno animalesca ma sicuramente “invitante” :/
    In questo contesto non ci sono piani, nemmeno dialoghi. A lungo dare nel rapporto di questo tipo prevale sempre l’arroganza anche se inizialmente l’uomo è tenerissimo nel tempo, cambia
    Torna a galla il DNA dei Padri

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